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giovedì 12 luglio 2012

HoneyUSA: Il Sentiero dell'Oregon


(HONEY USA, 4 Agosto 2011: Los Angeles - Kingman)

Continuo a leggere il libro di Zucconi (Gli Spiriti non dimenticano).
"Marco continuo?" Un cenno muto con la testa. Forse vuol dire che non gli dispiace.

"p. 31 (...) Perchè mai l'esercito degli Stati Uniti e quelle tribù, la cui esistenza era a mala pena nota ai bianchi appena qualche anno prima, fossero arrivati alla vigilia di una guerra nel 1955, era qualcosa che ne' il Colonnello (William Harney, nda), ne' gli indiani avevano capito bene".

Ecco, questo sì che è sempre interessante: perchè mai si arriva a una guerra? Ho sempre adorato studiare le cause delle guerre, chissà, forse nella speranza di capire come si sarebbero potute prevenire... E capire come sia potuto succedere lo sterminio di una popolazione di milioni di indigeni in poco meno di cento anni è decisamente fondamentale per capire la storia americana e in generale la storia contemporanea occidentale. Sono sempre stata convinta che all'origine di tante scelte e strategie di politica internazionale ci sia sempre un ancentrale motivo legato alle basi della propria storia. Così come per noi lo sono più direttamente la storia romana, la civiltà greca e il cristianesimo, così per gli americani i fatti del 1800 in questi territori devono essersi sedimentati in profondità costruendo inconsapevoli ideologie e attitudini di pensiero.


Zucconi racconta che da quel 1804 della prima spedizione governativa di Lewis e Clark mandata dalla Casa Bianca fino al Pacifico agli anni 50 dell'800, indigeni e immigrati nelle pianure si erano guardati a distanza con una certa reciproca indifferenza e disprezzo. Ma senza alcun importante episodio conflittuale. I conflitti con gli indiani ovviamente vi furono fin dall'inizio dell'invasione del Nuovo Mondo sulla costa Est del Nord America, lì dove gli europei si radicarono maggiormente e proseguirono sanguinolenti anche fino a fine '700. (Per saperne di più: http://it.wikipedia.org/wiki/Guerre_indiane)

Ad Ovest, nelle praterie, fino a metà '800 i nativi invece sopravvissero quasi del tutto indisturbati per precipitare velocemente in guerra nel giro di pochi decenni.

Tutto cominciò quando venne aperto il sentiero dell'Oregon, la via che dal Mississippi conduceva al Pacifico attraversando le sconfinate praterie territorio degli indiani nativi che lì avevano vissuto per millenni basando la loro civiltà e sopravvivenza sul caratteristico bisonte.
Una semplice rotta disegnata su una mappa che ritraeva agli occhi dei miserabili contadini europei un continente sconfinatamente libero. Quanto basta per scatenare una guerra. Ma chi cavolo aveva detto che quella terra era libera?

Chiudo il libro e guardo fuori. Sempre lo stesso paesaggio lunare. Dovremmo essere quasi arrivati a Barstow, la nostra prima vera e propria fermata nel deserto. Continuo a pensare a come noi europei siamo andati sempre in giro per il mondo come fosse casa nostra, a sottomettere e ad ammazzare popolazioni intere. Con che diritto? Con che convinzione di superiorità? E se gli europei avevano all'epoca il diritto di cercar fortuna altrove, lontano dalle carestie e dalle guerre, perchè allora non dovrebbero averlo ad esempio oggi gli africani?
Domande, domande. Amo e odio follemente la storia.


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domenica 6 maggio 2012

HoneyUSA: direzione West


31 luglio 2011 volo Toronto-Los Angeles

Abbiamo fatto le corse, ma ce l'abbiamo fatta a prendere il nostro aereo che ci condurrà dalla altra parte del paese per entrare nel vivo della nostra avventura americana: Los Angeles e poi la Route 66, il Grand Canyon, la Monument Valley.....
Lo ammetto, è questa la parte del viaggio che attendo con più trepidazione. Ho sognato una vita di vedere i panorami del west, ho studiato un sacco di guide e di libri, ho pregustato mille volte l'emozione.
Se il nostro viaggio di nozze lo facciamo in America è anche per questa tappa, forse principalmente per questo. Almeno da parte mia.

Mi ha sempre affascinato capire i meccanismi e le vicende storiche che sono alla base della nostra cultura occidentale così fortemente influenzata dal potere degli Stati Uniti. Credo che per capire davvero l'attualità economico-politica del nostro mondo, anche europeo, non si possa prescindere dalle basi dell'identità americana che passano sì per New York e le grandi tematiche dei diritti e dell'immigrazione, ma anche necessariamente per la barbarie dello sterminio dei nativi e della colonizzazione del west.
Devo rendere omaggio a queste vittime. Ai miei amici indiani glielo devo.

Lasciamo quindi Toronto e la East Coast per addentrarci di più nella storia e nella natura americana. Già, la natura. Ci aspettano grandi emozioni dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Adrenalina.

L'autista del pulmino che ci ha accompagnato alle cascate di Niagara ci ha mollato in mezzo ad una strada ampia ma poco trafficata dicendoci "adesso arriva il taxi per l'aeroporto". Eravamo un po' preoccupati a dir la verità perché il volo partiva alle 20 ed ed a l'ultimo diretto alla west coast. Se l'avessimo perso sarebbe stato un gran bel casino.
E invece per fortuna é andato tutto liscio. Siamo in volo, belli comodi, affamati e stanchi dopo una giornata intera in giro col pulmino. Ora non ci resta che goderci un po' di pastrocci americani per la cena in aereo e in 5 ore saremo a destinazione.
Col cavolo!
Niente cena su questo volo. Aspettiamo, aspettiamo. Vediamo arrivare una hostess sorridente con un carrello. Non fa che strisciare delle card su un dispositivo, poi consegna dei pacchettini agli altri viaggiatori. Sta strisciando delle carte di credito! Ecco perchè sorride! Dobbiamo pagarci la cena se vogliamo mangiare!
Sono arrabbiatissima. Con tutto quello che ci sono costati sti voli neanche un panino??
Leggiamo il menu, qualsiasi cosa costa tantissimo e prevedibilmente fa schifo. Sfodero i miei ritz e ceno, e che cavolo. È una questione di principio. E brontolo ad alta voce, in italiano però.
Mi metterò a guardare un film e così mi passa, penso. Ma non ci hanno dato le cuffie. Chiamo la hostess e chiedo le cuffie, lei sempre col sorriso finto mi risponde che per le cuffie sono 3 euro. Poi aggiunge che per guardare i film bisogna pagare 15 euro. Sono sempre più incazzata. Tieniti le cuffie e vai a quel paese me ne starò qui col broncio a sgranocchiare i miei ritz. Le mie guerre americane sono solo all'inizio.


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