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lunedì 6 febbraio 2012

Donna di casa, donna di mondo

La mia mutata vita domestica mi assorbe energie e tempo in modo del tutto nuovo. Così tra la biancheria da stendere, le camicie da stirare, il mocio e la scopa da passare, la spazzatura da portare giù e soprattutto lo spignattamento a cui mi sto dedicando con umile devozione... alla fine passano i mesi, sono successe un sacco di cose e la scrittrice si è tramutata in robot da cucina.

Mi piace esplorare questa nuova dimensione. Il ruolo della donna di casa ha per me un fascino antico e controverso, rappresenta un insieme di stereotipi contro i quali in parte combatto e che in parte mi seducono. Incarna un passato che mi appartiene di dna, lascia degli spiragli di riflessione su quello che sarebbe potuta essere la mia vita se avessi fatto scelte diverse dal matrimonio, se avessi messo al primo posto il mio lavoro e la mia passione per i viaggi, se non avessi intrecciato la mia vita con Marco e l'avessi magari spesa a fare la missionaria in qualche angolo di mondo... o chissà...

Di fronte a qualsiasi "se" continuo a confermarmi di aver imboccato la strada giusta per me. E lo dico con convinzione perchè più passa il tempo più il mio percorso si dirama per poi tornare incredibilmente a riportarmi esattamente lì dove avevo sognato inizialmente di essere.
Non avrei mai immaginato me stessa dedicarmi alla mia casa e alla mia famiglia con questa dedizione eppure devo ammettere che questa nuova dimensione sta suscitando in me nuovi punti di vista impensabili.

Come a dire che la donna di casa si sta prendendo cura della scrittrice, della giornalista, della sognatrice molto meglio di quanto la scrittrice, la giornalista e la sognatrice avrebbero mai potuto immaginare.

La donna di casa sta preparando la valigia alla donna di mondo.

I miracoli del multitasking femminile.


martedì 8 novembre 2011

Sempre di corsa

Sarebbero passati in realtà solo tre mesi dal matrimonio e il trasferimento a Mogliano. Volati. Il ritmo frenetico della nostra vita accelera sempre più. Quasi non me ne accorgo e arriva un altro week end.
L'elenco delle persone che aspettano una mia telefonata si allunga di settimana in settimana. Con precisione annoto sulla moleskine lo schemino delle cose da fare, delle persone da chiamare, delle cene da organizzare, delle cose da scrivere...
Di settimana in settimana. In accumulo. Vorrei riuscire a fare tutto, come ho sempre fatto, ed esaurire la lista. Vorrei mettere quelle maledette crocette sui quadratini. Accontentare tutti.

Vorrei essere una wonderwoman, dare il massimo nel mio lavoro come professionista e contemporaneamente essere una moglie perfetta prendendomi cura della mia casa e della mia famiglia, dedicando il mio tempo libero alle mie passioni e ai miei amici. Essere brava in tutto, non sono sempre stata cosi? La mia virtù e la mia croce...

E mi chiedo, se in qualche momento non dovessi riuscire a dare il massimo a tutti, se ora volessi concentrarmi sulla mia nuova vita, trascurando qualcuno o qualcosa, ci sarà chi disposto a capirmi e ad accettarmi lo stesso?
O devo sempre indossare il costumino da supereroe e sorridere al pubblico?

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giovedì 9 giugno 2011

lista nozze

Divertente, faticosissimo e un po’ imbarazzante fare spese con i soldi degli altri. Cioè scegliere dei prodotti che molto probabilmente qualcuno ti regalerà. Insomma fare la lista nozze.
Trovo che la lista nozze sia una trovata assolutamente intelligente. Dal punto di vista pratico, soprattutto: si sa che quando ci si sposa parenti, amici e conoscenti solitamente ti fanno un regalo. Quindi inutile far spendere loro soldi per cose che magari agli sposi non piacciono o che si trovano doppie. Così si ottimizzano energie e in fondo anche soldi, che quindi vengono spesi bene in ogni caso, con la garanzia di rendere felici i destinatari.

Ho trovato spassoso girare per i reparti della SME pensando alle cose che potrebbero servirci in casa. La commessa divertita diceva che ormai sono davvero rare le coppie che fanno la lista nozze partendo da zero come noi. Ormai il 99% delle coppie sceglie prima di convivere e quindi molti oggetti se li compra prima. Quando arriva il momento di sposarsi si accorgono che hanno già tutto e quindi magari optano per ricevere come regalo un contributo per un viaggio di nozze.

Noi siamo i più fighi di tutti, abbiamo fatto sia questo che quello.

Certo, una cosa va detta: prima di decidere di sposarci e tutto il resto abbiamo fatto due conti, abbiamo visto cosa potevamo permetterci di fare e cosa no. Casa, viaggio, festa... Abbiamo prima studiato l’opzione “facciamo tutto da soli” e abbiamo visto che volendo avremmo potuto farcela, ovviamente semplificando molte spese... Poi un po’ alla volta sono arrivati gli “aiuti”.
Lo stesso ragionamento l’abbiamo fatto per la lista nozze e la lista viaggio. Pensiamolo come se dovessimo pagare tutto noi. Le cose cambiano, si evita di strafare, si scelgono le cose davvero importanti, si evitano gli sprechi, ci si sofferma su ciò che piace ma con un occhio anche al prezzo.

E’ brutto fare i conti in tasca alle persone. Ho sempre odiato questo aspetto dei matrimoni.
Inviti le persone con le quali hai piacere di stare insieme, comunichi la notizia a chi hai piacere di dirlo. Quando abbiamo scritto i nomi sulle buste delle partecipazioni abbiamo pensato semplicemente a quelle persone che avremmo avuto piacere di avere vicino al momento della cerimonia per condividere con noi quel momento di gioia. Tutto qui. E neanche tutte. Perchè di persone con le quali condividere quel momento ce ne sarebbero state tante altre, ma abbiamo dovuto fare una selezione per ovvi motivi di budget!
Quindi nessun ragionamento di interesse, anche se purtroppo devo constatare che le persone che ricevono la busta con la partecipazione mi danno l’impressione di pensare “ecco, mi tocca fare il regalo”. Nessuno lo dice, ovviamente, ma probabilmente è una mia paura.

Alla fine del giro resta però il fatto che i conti in tasca alla gente li fai eccome, nel timore che le cose che hai messo nella lista siano troppe o troppo poche, a pensare se davvero verranno spesi tanti soldi, se non è esagerato, se è davvero utile...

Combattuta. Da una parte penso che tutto questo fa parte di una logica consumistica che vincola le persone a costruire relazioni quantificabili con il valore di un regalo, e che sarebbe da combattere con comportamenti controcorrente. Dall’altra penso che invece di quei regali ne abbiamo bisogno, forse non di tutto, ma che ce le dovremmo comprare comunque quelle cose, visto che partiamo da zero, penso che in fondo è bello costruire una famiglia mettendo insieme oggetti di uso quotidiano che ti regalano amici e parenti, è un modo per sentirli vicini in questa occasione, durante il viaggio e tutte le volte che userai quell’oggetto, umile o di prestigio che sia. Non ha importanza.
E poi penso che dobbiamo sì essere distaccati dai beni materiali, ma che la bellezza si esprima anche in questo, che l’estetica e il gusto per le belle cose non sia un peccato se vissuto con sobrietà.
Un po’ come quando da bambina scrivevo la letterina a Babbo Natale sono emozionata nell’attesa e come un bambino spero tanto che quei regali arrivino. Ti prego ti prego ti prego, stringendo i pugni, come in un capriccio.
In effetti è un po’ un capriccio, ma una volta ogni tanto farà poi così male essere un po’ indulgenti con se stessi e ammettere sinceramente che non vedi l’ora di scartare i pacchetti?